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20/09/2013

L’ EDICOLA DEI CONSULENTI DEL LAVORO del 0/9/2013
A cura della Fondazione Studi Nazionale  
ARGOMENTI TRATTATI
|Agevolazioni |Economia |Fisco |Lavoro |Professionisti |Tutela e sicurezza|
Agevolazioni
 
Sisma Abruzzo, annullato il "de minimis" per la restituzione
La sentenza del Tar dell'Abruzzo n. 145, del 26 giugno 2013, depositata in segreteria il 12 settembre 2013, riammette tutte le imprese alla restituzione delle tasse non versate a seguito del sisma in Abruzzo in 120 rate, al 40%.

Il Tribunale annulla così le circolari Inps e Inail del 2012 che limitavano l'agevolazione solo alle imprese rientranti nella soglia del “de minimis”, con sconto del 60% e 120 rate.

Evidenziato come nella procedura di indagine dell'Unione europea, in attesa degli esiti della stessa, si parli di “sospensione” e non di “recupero”; si precisa che l'attuazione disposta
“non è mai stata ordinata dalla Commissione”.

Inoltre,
“riconoscere l'agevolazione solo ai contribuenti che rientrino nella soglia “de minimis” comporta disparità di trattamento con ulteriore aggravio degli squilibri economici del territorio abruzzese che l'agevolazione intendeva eliminare”.
 
 
 
Economia
 
"Destinazione Italia". Pronto il piano per attrarre gli investitori esteri
Nella seduta del 19 settembre 2013, il Consiglio dei ministri presieduto da Enrico Letta, su proposta dei ministri degli Affari esteri e dello Sviluppo economico, ha approvato il piano “Destinazione Italia”.

Si tratta di un progetto finalizzato ad attrarre gli investimenti esteri nel nostro Paese con l’obiettivo di favorire la competitività delle imprese italiane. Il progetto, infatti, contiene misure volte a sostenere soprattutto le piccole e medie imprese italiane e la loro modalità di finanziamento.

In totale 50 misure messe a punto per semplificare l’ingresso in Italia degli investitori stranieri, che spaziano in molteplici settori: dal fisco al lavoro, dalla giustizia al credito, per toccare anche i comparti del turismo, infrastrutture, cultura e ricerca. Un ampio capitolo è poi dedicato al Mezzogiorno, per il quale vengono fornite indicazioni per risolvere anche i problemi collegati alla criminalità organizzata, spesso considerata un deterrente per gli investitori.

Il punto forse più innovativo del piano è quello che prevede un accordo tra le aziende che vogliono investire nel nostro Paese e il Fisco italiano. Sono previste, infatti, molte misure volte proprio a favorire le iniziative imprenditoriali estere come: un credito d’imposta per ricerca e sviluppo, la rivisitazione del concetto di abuso di diritto, la semplificazione del contenzioso ecc...

Le misure previste nella bozza, preparata da una task force coordinata da tre tecnici, oltre ad essere aumentate in sede di Cdm rispetto alle iniziali 35, non sono tutte immediatamente attuabili. È previsto un piano scaglionato di realizzazione: alcune per concretizzarsi, infatti, dovranno essere trasformate in vere e proprie norme a mezzo di decreti o più provvedimenti attuativi.

Secondo quanto previsto nella road map del piano “Destinazione Italia”, è ora in programma una consultazione pubblica della durata di 2/3 settimane e un road show nelle principali piazze internazionali. Solo al termine di queste fasi, il piano è destinato a tornare sul tavolo dell’Esecutivo per l'attuazione definitiva, che avverrà tenendo conto anche dei vari contributi che – nel frattempo – saranno arrivati dai diversi soggetti pubblici, privati e istituzionali.
 
 
 
 
 
Fisco
 
Dal Fisco ultimi chiarimenti sugli studi di settore: estese le cause di esclusione
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 30 del 19 settembre 2013, fornisce alcune risposte ai principali quesiti relativi all’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2012.

Nel documento di prassi vengono ufficializzate molte delucidazioni già rese, soprattutto con riguardo all’allargamento delle cause di esclusione dall’applicazione degli studi di settore.

Si specifica che coloro che nel corso del 2012 hanno visto cessare la loro attività prevalente in corso d’anno, con continuazione della sola o più attività secondarie, potranno attuare la non applicazione dello studio di settore a causa di un “non normale svolgimento dell’attività” ai sensi dell’articolo 10, comma 4, della Legge n. 146/1998, che appunto prevede la non applicazione dello studio di settore.

In questa circostanza, però, i contribuenti dovranno compilare ugualmente il modello dati rilevanti ai fini dello studio di settore relativo alla loro attività prevalente, indicando nel quadro
“Note aggiuntive” dello studio la situazione particolare che si è subita nel corso dell’esercizio, al fine di poter far emergere la specifica causa di esclusione in cui gli stessi soggetti sono rientrati.

Analogamente, si fanno rientrare tra i casi di non normale svolgimento dell’attività, per cui è applicabile l’esclusione dello studio di settore, anche tutte quelle attività d’impresa o di lavoro autonomo che nel corso del 2012 hanno subito circostanze particolari, quali: danni causati dagli eventi sismici che direttamente o indirettamente hanno portato alla cessazione dell’attività, danni apportati alle scorte di magazzino con conseguente sospensione del ciclo di produzione, impossibilità di accedere ai locali perché all'interno di aree di divieto assoluto di accesso.

Dunque, oltre che agli eventi sismici veri e propri che hanno interessato alcune regioni d’Italia nel 2012, la circolare sembra riferirsi a tutti gli eventi calamitosi, anche futuri, per i quali appunto si vuole definire ora un parametro di riferimento.

Vengono, poi, confermate tutte le difficoltà legate alla congiuntura economica e, con riferimento agli ex minimi (coloro che sono usciti dal regime agevolato nel periodo d’imposta in corso al 31/12/2011), viene condivisa la soluzione proposta secondo cui deve essere riconosciuta la possibilità concessa ai suddetti contribuenti di non compilare il nuovo quadro “T-congiuntura economica”, segnalando tale comportamento nel campo annotazioni di Gerico, in modo da poter usufruire ugualmente dei correttivi anticrisi, approvati con Dm 23 maggio 2013.
 
 
 
 
 
Lavoro
 
Salvaguardia "10.130", verifica dei redditi per l'ammissione
Con messaggio n. 14804, del 19 settembre 2013, l'Inps interviene in merito alla c.d. “terza salvaguardia” (legge n. 228//2012), fornendo istruzioni operative sui controlli da effettuare sullo svolgimento di attività lavorativa riguardante i lavoratori prosecutori volontari e i cessati in base ad accordi individuali o collettivi.

Per gli autorizzati al versamento dei contributi volontari, i riferimenti che le Sedi devono considerare ai fini delle verifiche per l'accesso al beneficio sono:

- il periodo dell'attività svolta: dopo il 4 dicembre 2011 e fino al 31 dicembre 2011,
- il reddito annuo lordo relativo a tale periodo: pari o inferiore a euro 7.500,00.

Non rileva il reddito lordo percepito per attività lavorativa svolta dopo l'autorizzazione e fino al 4 dicembre 2011.

I riferimenti per i lavoratori cessati in base ad accordi individuali o collettivi di incentivo all'esodo sono invece:

- l'attività svolta dopo il 30 giugno 2012 e fino al 31 dicembre 2012,
- il reddito annuo lordo in tale periodo, che deve essere pari o inferiore a euro 7.500,00.

Non rileva il reddito percepito per attività lavorativa svolta dopo la cessazione e sino al 30 giugno 2012.

E' di euro 7.500,00 il reddito lordo annuo, periodo gennaio-dicembre, che si deve valutare per gli anni successivi al 2011 per i prosecutori volontari e al 2012 per i lavoratori cessati.

Le Sedi territoriali sono tenute a contattare i soggetti interessati e a chiedere il rilascio di una dichiarazione di responsabilità qualora non ci sia certezza sui redditi conseguiti dai soggetti interessati alla salvaguardia, prima di procedere ad un'eventuale esclusione.

Tali verifiche e parametri valgono anche per i soggetti esclusi dalle prime due salvaguardie, ora potenziali riammessi a questa terza.

Le Sedi, inoltre, contatteranno i prosecutori volontari o i cessati in regola con i parametri richiesti ricordando loro che, per accedere al beneficio della salvaguardia “10.130”, devono presentare – entro il 25 settembre 2013 – apposita istanza, rispettivamente all'Inps e alle DTL competenti.
 
 
Professionisti
 
Stp, il regime fiscale e previdenziale visto dall'Irdcec
Il regime fiscale e previdenziale delle Stp è al centro della circolare n. 34 del 19 settembre 2013 redatta dall’Irdcec, l’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Dal punto di vista civilistico la Stp - società tra professionisti - era stata trattata dalle pregresse circolari 32/IR e 33/IR di luglio 2013.

Si premette che sull’oggetto della nuova circolare, il regime fiscale e previdenziale, la normativa non fornisce alcuna indicazione.

Pertanto, l’Irdcec propone degli “
spunti interpretativi utili ad una prima ricostruzione dei profili” fiscali e previdenziali, in attesa del doveroso intervento legislativo in merito.

L’argomentazione dell’istituto parte dalla comparazione con la società di ingegneria, che l’agenzia delle Entrate fa rientrare nella sfera del reddito d’impresa, e con quella degli avvocati, che per l’Agenzia rientra nell’ambito del reddito autonomo.

In sintesi, viene ritenuto che la natura del reddito prodotto dalla società, ed il conseguente trattamento dei soci, sia da ricondurre a quella di reddito di lavoro autonomo, come per quelle degli avvocati, con l’utile attribuito ai soci per trasparenza.

Quanto ai soci non professionisti che esercitano attività di impresa, il loro reddito sarà trattato considerando la partecipazione alla società tra professionisti tra i beni della stessa.
 
 
Tutela e sicurezza
 
Condannato il datore che assegna mansioni a dipendente che abbia assunto sostanze alcoliche
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 38129 del 2013, riconduce all'ambito dell'omicidio colposo il comportamento del datore di lavoro che non ponga la necessaria attenzione allo stato di salute del lavoratore e alla sicurezza nel momento in cui vada ad assegnare i compiti da svolgere e da qui scaturisca la morte del dipendente.

Il fatto si è concretizzato quando un lavoratore stagionale presso una cooperativa sociale si era messo al lavoro in evidente stato di ubriachezza ed era in seguito caduto in una vasca contenente mosto. Il dipendente era poi deceduto a seguito di insufficienza respiratoria.

Il datore di lavoro, non avendo tenuto conto dello stato in cui versava il dipendente e non essendo la condizione di ubriachezza sul luogo di lavoro di quest'ultimo una circostanza eccezionale e quindi non prevedibile, è stato condannato per omicidio colposo.
 
 

 
 
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